# Lavoro notturno e turni in Italia: regole e maggiorazioni

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Il lavoro notturno in Italia è regolato con più attenzione rispetto al lavoro diurno, perché pesa di più sulla salute. Chi organizza turni in un magazzino, in un laboratorio, in una struttura di assistenza o in un pubblico esercizio deve sapere chi è considerato lavoratore notturno, quante ore può fare, quali controlli medici servono e chi può rifiutare la notte.

Le regole sono negli articoli da 11 a 15 del D.Lgs. 66/2003, con le definizioni dell’articolo 1. La maggiorazione, invece, la fissa il contratto collettivo. Vediamo tutto in ordine e poi come costruire una turnazione che rispetti i riposi.

## Le definizioni

### Periodo notturno e lavoratore notturno

Per l’articolo 1 il periodo notturno è un periodo di almeno sette ore consecutive che comprende l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino. Può essere quindi dalle 22 alle 5, dalle 23 alle 6 o dalle 24 alle 7: lo stabilisce il contratto collettivo.

È lavoratore notturno chi, durante il periodo notturno, svolge almeno tre ore del suo tempo di lavoro giornaliero in modo normale, oppure chi vi svolge almeno una parte del suo orario secondo le norme del contratto collettivo. In mancanza di disciplina collettiva, è lavoratore notturno chi lavora almeno tre ore nel periodo notturno per almeno 80 giorni lavorativi all’anno, riproporzionati per il part-time.

La distinzione conta: un dipendente che fa qualche chiusura serale fino all’una non diventa per questo lavoratore notturno, ma uno che fa una settimana di notte ogni tre probabilmente sì.

### Lavoro a turni

Lo stesso articolo 1 definisce lavoro a turni qualsiasi metodo di organizzazione del lavoro, anche a squadre, in cui i lavoratori sono occupati successivamente negli stessi posti di lavoro secondo un determinato ritmo, continuo o discontinuo. Il lavoro a turni non è necessariamente notturno, ma quasi sempre lo include.

## I limiti di orario per chi lavora di notte

L’articolo 13 stabilisce che l’orario dei lavoratori notturni non può superare le otto ore in media nelle 24 ore. I contratti collettivi possono individuare un periodo di riferimento più ampio su cui calcolare la media, e decidono eventuali riduzioni di orario o indennità.

Per le lavorazioni che comportano rischi particolari o rilevanti tensioni fisiche o mentali, il limite di otto ore vale su ogni singola giornata, non come media. Restano fermi gli altri limiti generali: 48 ore medie settimanali e 11 ore di riposo ogni 24, descritti nella guida su [orario di lavoro, pause e riposi](/it/blog/orario-di-lavoro-riposi-pause-italia/).

## Prima di introdurre il turno di notte

L’articolo 12 richiede che l’introduzione del lavoro notturno sia preceduta, secondo i criteri e le modalità del contratto collettivo, dalla consultazione delle rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza, delle organizzazioni territoriali dei sindacati più rappresentativi. La consultazione si svolge e si conclude entro sette giorni. L’obbligo di comunicazione all’Ispettorato previsto in origine dal comma 2 è stato abrogato dal D.L. 112/2008.

## Salute: visite mediche e trasferimento al giorno

L’articolo 14 obbliga il datore di lavoro a far valutare, a sua cura e a sue spese, lo stato di salute dei lavoratori notturni con controlli preventivi, prima di adibirli alla notte, e periodici, almeno ogni due anni, attraverso il medico competente. Deve anche garantire di notte un livello di servizi e di mezzi di prevenzione e protezione equivalente a quello del turno di giorno.

Se il lavoratore diventa inidoneo al lavoro notturno, accertato dal medico competente o dalle strutture sanitarie pubbliche, l’articolo 15 prevede che sia assegnato al lavoro diurno, in altre mansioni equivalenti se esistono e se è disponibile.

## Chi non può o non deve lavorare di notte

L’articolo 11 vieta di adibire le donne al lavoro dalle 24 alle 6 dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.

Non sono obbligati a prestare lavoro notturno: la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a tre anni o, in alternativa, il padre convivente; il lavoratore o la lavoratrice che sia l’unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a dodici anni; la madre o il padre adottivi o affidatari nei primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre i dodici anni del figlio; chi ha a carico un soggetto disabile ai sensi della L. 104/1992. Per questi dipendenti il turno di notte è possibile solo se lo accettano.

## Le maggiorazioni

La legge non fissa una maggiorazione per il lavoro notturno: l’articolo 13 rinvia ai contratti collettivi. Le percentuali variano molto tra settori, e spesso nello stesso contratto la notte ordinaria in turno e lo straordinario notturno hanno maggiorazioni diverse. Controlla sempre la tabella del tuo CCNL.

### La detassazione del 2026

Per il solo 2026 la L. 199/2025 (articolo 1, commi 10 e 11) applica un’imposta sostitutiva del 15%, al posto di IRPEF e addizionali, alle maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e a turni, entro 1.500 euro annui. Spetta ai dipendenti del settore privato con un reddito di lavoro dipendente 2025 non superiore a 40.000 euro. L’Agenzia delle Entrate ha dato le istruzioni con la circolare n. 2/E del 24/02/2026 e con la circolare n. 3 del 24/06/2026. Il lavoratore può rinunciare per iscritto e chiedere la tassazione ordinaria.

### Esempio di calcolo

Un operaio con una quota oraria di 12 euro lavora su tre turni a rotazione: una settimana di mattina, una di pomeriggio, una di notte dalle 22 alle 6. Supponiamo che il suo CCNL preveda una maggiorazione del 20% per il lavoro notturno in turno.

Ogni notte vale 8 ore per 12 euro per il 20%, cioè 19,20 euro di maggiorazione. Al netto di ferie e festività fa circa 16 settimane di notte all’anno, cioè 80 notti: la maggiorazione annua è di 1.536 euro. Con 80 notti, inoltre, raggiunge la soglia legale degli 80 giorni e, se il CCNL non dispone diversamente, è lavoratore notturno, quindi servono le visite preventive e periodiche.

Se nel 2025 ha avuto un reddito di lavoro dipendente fino a 40.000 euro, nel 2026 i primi 1.500 euro di maggiorazione sono tassati al 15%; i restanti 36 euro seguono la tassazione ordinaria.

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## Costruire una turnazione che rispetti i riposi

La regola che si viola più spesso nei turni non riguarda la notte in sé, ma il riposo giornaliero di 11 ore. Prendiamo i tre turni classici: 6-14, 14-22 e 22-6.

Con una rotazione in avanti, mattina, poi pomeriggio, poi notte, il cambio avviene di solito dopo il riposo del fine settimana e le 11 ore sono rispettate senza difficoltà. Con una rotazione all’indietro il rischio è immediato: chi finisce la notte alle 6 e rientra per il pomeriggio alle 14 dello stesso giorno ha solo 8 ore di riposo. Anche il passaggio dal pomeriggio, che finisce alle 22, alla mattina del giorno dopo alle 6 lascia 8 ore.

L’articolo 17 consente ai contratti collettivi di derogare al riposo giornaliero, ad esempio per i cambi turno, ma solo a condizione che ai lavoratori siano accordati periodi equivalenti di riposo compensativo. L’articolo 9 permette che il riposo settimanale non cada di domenica per il lavoro a turni, e prevede un’eccezione per quando il lavoratore cambia squadra e non può godere del riposo tra la fine di un turno e l’inizio del successivo. Senza una previsione del CCNL, la deroga non c’è.

Qualche criterio pratico aiuta: ruotare in avanti, non mettere più di cinque notti di fila salvo diverse previsioni contrattuali, lasciare almeno due giorni di riposo dopo la settimana di notte, pubblicare la turnazione con anticipo e registrare gli orari effettivi, non quelli previsti. Gli scambi di turno tra colleghi vanno autorizzati e registrati, perché sono proprio quelli che fanno saltare le 11 ore.

Uno strumento come TeamYo permette ai dipendenti di timbrare entrata e uscita dallo smartphone, controlla prima della pubblicazione che tra un turno e l’altro ci siano 11 ore di riposo ed esporta il foglio presenze per il consulente. Il controllo usa sempre 11 ore e non gestisce le deroghe del CCNL: gli altri limiti del tuo contratto restano da verificare, ma con gli orari reali a disposizione.

## Le sanzioni

L’articolo 18-bis del D.Lgs. 66/2003 prevede sanzioni penali per le violazioni più gravi. Adibire al lavoro notturno una lavoratrice in gravidanza o fino a un anno del bambino, o un lavoratore che ha diritto a non farlo e lo ha rifiutato, è punito con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 516 a 2.582 euro. La violazione dell’obbligo di controlli sanitari dell’articolo 14, comma 1, è punita con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 1.549 a 4.131 euro.

## Domande frequenti

**Quali sono le ore di lavoro notturno in Italia?**

Il periodo notturno è un periodo di almeno sette ore consecutive che comprende l'intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino (art. 1 del D.Lgs. 66/2003), ad esempio dalle 22 alle 5 o dalle 23 alle 6. Il contratto collettivo stabilisce la fascia esatta.

**Chi è considerato lavoratore notturno?**

Chi svolge almeno tre ore del suo lavoro giornaliero nel periodo notturno in modo normale, o secondo quanto previsto dal CCNL. Senza disciplina collettiva, chi lavora almeno tre ore di notte per almeno 80 giorni lavorativi all'anno, in proporzione per il part-time.

**Quante ore può lavorare di notte un dipendente?**

Non più di otto ore in media nelle 24 ore, con il periodo di riferimento fissato dal contratto collettivo (art. 13 del D.Lgs. 66/2003). Per le lavorazioni con rischi particolari il limite di otto ore vale per ogni giornata.

**Le visite mediche per il lavoro notturno sono obbligatorie?**

Sì. Il datore di lavoro deve far valutare, a sue spese, lo stato di salute dei lavoratori notturni con una visita prima dell'inizio e con controlli periodici almeno ogni due anni (art. 14). Se il lavoratore diventa inidoneo, va assegnato al lavoro di giorno se possibile.

**Chi può rifiutare il turno di notte?**

La madre di un figlio sotto i tre anni o, in alternativa, il padre convivente; l'unico genitore affidatario di un figlio convivente sotto i dodici anni; i genitori adottivi o affidatari nei primi tre anni dall'ingresso del minore; chi ha a carico un disabile ai sensi della L. 104/1992. Alle donne in gravidanza e fino a un anno del bambino la notte è vietata.

**Quanto è la maggiorazione per il lavoro notturno?**

La legge non la fissa: la stabilisce il contratto collettivo, con percentuali diverse per settore e tra notte in turno e straordinario notturno. Nel 2026 le maggiorazioni notturne sono tassate al 15% entro 1.500 euro per i dipendenti privati con reddito 2025 da lavoro dipendente fino a 40.000 euro.

## Fonti

-   [D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66, artt. 1 e 11-15, lavoro notturno (Normattiva)](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2003-04-08;66~art13)
-   [Art. 1 D.Lgs. 66/2003, definizioni (Brocardi)](https://www.brocardi.it/organizzazione-orario-lavoro/capo-i/art1.html)
-   [Art. 11 D.Lgs. 66/2003, limitazioni al lavoro notturno (Brocardi)](https://www.brocardi.it/organizzazione-orario-lavoro/capo-iv/art11.html)
-   [Art. 14 D.Lgs. 66/2003, tutela in caso di lavoro notturno (Brocardi)](https://www.brocardi.it/organizzazione-orario-lavoro/capo-iv/art14.html)
-   [Art. 18-bis D.Lgs. 66/2003, sanzioni (Brocardi)](https://www.brocardi.it/organizzazione-orario-lavoro/capo-v/art18bis.html)
-   [ASL CN2, lavoro notturno e ruolo del medico competente](https://www.aslcn2.it/media/2018/12/05-Lavoro-Notturno-Medico-Competente.pdf)
-   [Detassazione incrementi retributivi: ulteriori chiarimenti dall’Agenzia, circolare n. 3 del 24/06/2026 (FiscoOggi, Agenzia delle Entrate)](https://www.fiscooggi.it/portale/-/detassazione-incrementi-retributivi-)
-   [L. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 10 e 11 (Normattiva)](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025-12-30;199~art1)

### L'autore

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#### Andre Nabais

Cofondatore di TeamYo. Appassionato di semplificare i processi HR delle PMI.

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